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La Provincia di Varese Sutor & Admo: non siamo soli 9 marzo 2010 - VARESE Non sono riusciti a stare
seri nemmeno questa volta,
ma è la loro forza e noi speriamo
che restino così - gigioni,
matti, amici - per sempre. Pozzecco
e Meneghin uno di fianco
all'altro sono una miscela micidiale
capace di portare indietro
il tempo e di smuovere le
montagne: ieri
mattina si sono
trovati insieme all'Ospedale
di Circolo
di Varese per
raccontare la loro
voglia di solidarietà.
La bellissima
storia che sta
dietro alla mattinata
di ieri è stata
raccontata su queste
pagine qualche
giorno fa, e ha
commosso tutti
quelli che l'hanno letta. E' la storia
di Tarcisio Vaghi, allenatore
varesino (assistente di Magnano,
poi di Crespi in LegaDue
e a Teramo) che la scorsa estate
ha scoperto di avere la leucemia.
La sua vicenda ha coinvolto
in pochi mesi tutto il suo
mondo, tutto il mondo del basket
che si è mobilitato ed è sceso
in massa a fianco dell'Admo
(associazione che riunisce tutti
i donatori di midollo osseo):
tantissimi i giocatori del varesotto
che, dalla serie D in su,
hanno deciso di mettersi in gioco
per aiutare chi sta male. Potevano
mancare il Poz e il Menego?
No, e infatti ieri i due eroi
della Stella si sono presentati di
buon mattino al centro trasfusionale
dell'ospedale di Varese
per sottoporsi al prelievo necessario
per entrare nella banca dati
dell'Admo.
«E' andata benissimo - attacca
il Menego - anche se di mattina
presto e a digiuno c'è mancato
poco che restassimo stesi sul lettino:
invece ce l'abbiamo fatta,
dentro le vene abbiamo un po'
di sangue in meno, ma la consapevolezza
di avere fatto qualcosa
di grande per gli altri». «Sei
sicuro - lo interrompe il Poz - di
avere aiutato qualcuno? No perché
quando sei uscito dallo stanzino
del medico ho visto che
l'infermiera gettava nel lavandino
il tuo sangue scrollando la
testa...».
Eccoli, i due matti che fino a
qualche anno fa facevano ammattire
gli avversari e adesso
si ritrovano insieme per un grande
gesto di solidarietà. «Sono
cose che vanno fatte - dice Meneghin
- e vanno fatte con il sorriso
sulle labbra e un po' di voglia
di riderci su e di sdrammatizzare
». «Nella nostra vita - gli
fa eco Gianmarco - non abbiamo
mai fatto niente di utile per
gli altri, adesso è giusto recuperare:
siamo diventati donatori
Admo, e stiamo per lanciare
un'altra importante iniziativa.
Si chiama "Regala un capello a
De Poi", e ha l'obiettivo di restituire
a Sandrino quella chioma
bionda e fluente che un tempo
l'aveva reso famoso e che oggi
è solo un lontano ricordo».
Già: Poz e Menego hanno sempre
fatto tutto con il sorriso sulle
labbra, ed è stata proprio questa
la loro forza. Ora sono donatori
Admo, e il loro vuole essere
un esempio: «L'abbiamo fatto
noi - dicono - lo possono fare
tutti, anche perché il numero
di donatori è ancora incredibilmente
basso rispetto a quelli
che hanno bisogno di un trapianto
». Già, terribilmente basso:
il rapporto di compatibilità
è di uno a duecentomila, ed è
per questo che c'è bisogno di
tutti. Diventare donatori è semplicissimo
(chiamate il numero
0332 - 278240), e sebbene in tanti
continuano a pensare il contrario è un procedimento indolore
e privo di qualsiasi rischio.
La storia di Tarcisio
si è sparsa in un attimo
in tutta Italia, e
ieri mattina a immortalare
il prelievo di
Meneghin e Pozzecco
c'era anche una
troupe di Sky guidata
dal telecronista
Gerì De Rosa (donatore
Admo anche lui,
già da qualche anno)
che ha girato un servizio
andato in onda
nel pomeriggio. Ad accogliere i
due neo donatori c'era anche
Anna Bo, fino allo scorso anno
giocatrice di pallavolo alla
MC-Carnaghi prima della scelta
di smettere. «Perché - dice -
ho deciso di stare a fianco del
mio compagno, ho scelto di aiutarlo
e di seguirlo passo dopo
passo. Chi è il mio compagno?
Tarcisio Vaghi, che domande».
Francesco Caielli
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