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LA STORIA DELLA SUTOR

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La prima volta che una palla di cuoio rimbalzò dentro un cesto di vimini a Montegranaro fu nel 1934, quando il marchese Luciani per poter dare ai giovani del suo paese la possibilità di praticare questo nuovo sport americano, fece spianare a sue spese un campo dietro la chiesa di San Serafino: lo riempì di terra rossa, ci mese ai lembi due colonne di ferro al cui capo vi erano due canestri di lamiera, montò due tabelloni di tavole di legno e lo recintò. Era appena nato il Campo dei Tigli.

L’attività svolta all’inizio fu sopratutto amatoriale ma abbracciava già tutte le classi sociali della città – emblema di questo è la squadra femminile nata nel ‘38 – fino a quando nel 1947 Leonello Manzetti, Mario Filomeni e Lelio Di Rosa decisero di creare la Società Sportiva “Enzo Bassi” e di iscriverla nel campionato di eccellenza.

Le difficoltà di mantenere la squadra in quel periodo storico erano molteplici a causa delle limitate risorse economiche a disposizione, e dopo poco, grazie all’idea di don Gaetano Campanelli, venne fondata nel 1955 una nuova società: la “S.S. Sutor”, dal latino “ciabattino”, simbolo dell’attività che da sempre ha caratterizzato il nostro piccolo paese.

Da quel momento, da quella geniale intuizione del marchese Luciani prima e dalla determinazione dei tre amici/soci fondatori poi (arrivati addirittura a piantonare di notte il Campo dei Tigli per evitare che venisse trasformato in terreno edificabile, come ipotizzato a suo tempo), scoppiò come una scintilla nella tranquilla e laboriosa Montegranaro, e la passione che si generò fu praticamente inarrestabile.

La neo-nata Sutor disputò in quegli anni i campionati locali di prima divisione e promozione fino ad arrivare a disputare per la prima volta nella sua storia il campionato di serie B nella stagione 1961/62, in un girone di ferro composto fra i tanti dalla Fortitudo Bologna e dalla Libertas Pesaro. Sfiorata poi la serie B interregionale (ovvero la A2 di oggi) nel ‘65, l’anno seguente iniziarono quelli che molti definirono “gli anni dell’ombra”, caratterizzati da diversi campionati di serie C e serie D.

Nel mezzo però, l’inaugurazione della Bombonera circa 10 anni più tardi ed il cambio al vertice con la guida del nuovo presidente Marcello Pizzuti, padre della nostra attuale presidentessa Molly.
Le cose iniziarono a cambiare con l’arrivo degli anni ‘80, gli anni della Bombonera stracolma (un catino senza eguali per tifo e passione) e del neo presidente Enrico Magi che valutava così la squadra in una famosa intervista dell’epoca: “Cosa le devo dire! ‘Gna vegne!”.

Gli anni bui vennero spezzati con 3 promozioni consecutive ma con il sogno serie A2 arenatosi ancora una volta in finale, questa volta contro Desio sul neutro del Paladozza di Bologna.
Il momento favorevole durò per quasi 10, ovvero fino a quando i calzaturieri non retrocedettero in C1 al termine di una stagione partita fin da subito con il piede sbagliato.

Spinti dal solito grande calore attorno alla squadra, la Sutor negli anni a seguire disputò sempre stagioni di vertice che la riportarono in serie B2 dopo appena un anno ed in serie B1 poi sul finire di millennio; memorabili in quel periodo le sfide con Cento, i derby contro Porto Sant’Elpidio (con l’indimenticabile muro di polistirolo degli oltre 1.600 della Bombonera) e la finale contro Trapani.

Come tutte le storie che si rispettino ad un certo punto però accade sempre qualcosa che stravolge le carte in tavola e che dà il via ad un nuovo percorso: un trickster di eventi che sarà poi destinato a segnare un’epoca piena di successi e di soddisfazioni per un popolo intero abituato da sempre a sognare ben aldilà delle proprie possibilità.

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Siamo a settembre del 2000 quando viene presentato il nuovo sponsor della squadra: inizia l’era della Sutor Premiata Montegranaro!

Il roster creato è di altissimo livello ed in appena un anno la compagine di coach Bocchino conquista la LegaDue ai danni di Cefalù.
Purtroppo però l’immensa gioia dei veregrensi dura veramente poco e si consuma in un paio di cifre: 12 stranieri ingaggiati a fronte di altrettanti tagli e penultimo posto in classifica al termine della stagione.

La retrocessione in B1 non placa l’incessante tifo della Bombonera, ma la Sutor parte male e la stanchezza di un campionato vissuto sempre in corsia di sorpasso costa l’eliminazione in semifinale contro Trapani.

Per rifarsi dalla cocente delusione, il presidente Basso allestisce una squadra di primissimo livello grazie agli arrivi fra i tanti di Oscar Chiaramello, Massimo Ruggeri, Alejandro Muro, Giuliano Maresca e l’innesto a metà campionato di coach Stefano Pillastrini.

La Sutor ingrana subito la quarta espugnando il PalaMaggiò di Caserta ed inanellando un paio di importanti strisce di vittorie consecutive; ai playoff poi elimina la Virtus 1934 Bologna, Forlì e gli acerrimi nemici di Rieti in finale, conquistando di nuovo per la seconda volta nella sua storia la serie A2.

Ed è proprio quando pensi di aver esaudito il tuo sogno, quando pensi di aver raggiunto il massimo per una cittadina di 13.000 anime, che accade l’impossibile.
Come in quei film che ti tengono attaccati alla poltrona, nel momento di massimo climax arriva il colpo di scena che lascia tutti senza fiato: da neo-promossa la Premiata disputa un anno pazzesco, chiude al terzo posto in classifica e conclude il proprio cammino playoff soltanto in finale contro la corazzata Virtus Bologna… ma Il vero “miracolo” accadrà a distanza di 12 mesi.

Con una squadra stellare (Childress, Vitali, Maresca, Nikagbatse ecc.) ma falcidiata dagli infortuni, la Sutor si presenta l’anno successivo all’appuntamento con la post-season partendo dalla 7° casella e con l’onore di incontrare i Crabs Rimini, una delle pretendenti alla promozione in serie A1. I romagnoli però vengono spazzati via con un netto 1-3 e sul cammino dei veregrensi si presenta la Pepsi Caserta di Sean Colson, Dominic Callori e Matthews Bryan.
Montegranaro sulla carta è spacciata ma coach Pillastrini vince gara 1 e si presenta al PalaSavelli con la serie in parità, prima di tornare definitivamente al PalaMaggiò di Caserta sul perfetto equilibrio di 2 vittorie a testa.

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In una decisiva gara 5 giocata in un clima incredibile, il “professore” con la canotta gialloblu n.5 addosso prende per mano la squadra e la trascina nella finale che porta alla massima serie per la seconda stagione consecutiva, questa volta contro Rieti; neanche i migliori sceneggiatori però potevano prevedere un copione del genere!

La vittoria in gara 1 dei veregrensi mette in sicurezza la squadra che perde gara 2 ma si presenta a Porto San Giorgio per gara 3 e gara 4 con una serie in perfetta parità, però col vantaggio non indifferente di poterle giocare entrambe consecutivamente davanti a 5.000 rumorosissimi sutorini.

Childress ancora una volta è incontenibile e anche gara 3 è della Premiata: la Sutor è a soli 40 minuti dall’olimpo del basket. In città si respira un clima incredibile e la squadra perfortuna non delude le attese, stra-meritando sul campo la promozione e regalando l’ennesima delusione a Feliciangeli e soci.

04/06/2006, pochi minuti alle 20: la piccola S.S. Sutor, nata quasi per gioco dalla passione di 3 amici e dalla generosità di molti, è per la prima volta nella storia in serie A1.

Sono passati quasi 14 anni da quell’incredibile pomeriggio di giugno, ma ancora oggi abbiamo i brividi nello scrivere queste parole.

Difficile fare meglio di così verrebbe da pensare, eppure a volte la realtà supera di gran lunga anche la più rosea delle aspettative.

8 anni di permanenza nella massima serie, 4 partecipazioni consecutive alla coppa Italia (di cui una semifinale), 2 playoff scudetto, record europeo condiviso con Capo D’Orlando come città più piccola ad aver disputato un campionato di serie A nel vecchio continente, una qualificazione alla ULEB Cup (attuale EuroCup), diversi giocatori lanciati in Nazionale e generazioni intere di tifosi che si sono appassionati a questo sport grazie alla storia di una piccola squadra che ha saputo tenere testa ad imperi come Siena, Milano, Treviso e Bologna.

Questi sono solamente alcuni dei numeri che ci aiutano a descrivere l’incredibile vortice di emozioni che la Sutor ci ha regalato in questi otto/dieci/cinquanta lunghi ed intensissimi anni.

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“Molto più che una semplice squadra” infatti per noi non è solo un bel motto da sfoggiare nelle migliori occasioni, ma è il mantra che ha animato e anima ancora oggi il lavoro quotidiano che tutti noi facciamo per ridare – nel nostro piccolo – quanto di meraviglioso abbiamo ricevuto.

Abbiamo voluto ripercorrere insieme a te i passi più importanti del nostro glorioso nome e della storica società che fu, perché senza di essi sarebbe risultato impossibile all’esterno comprendere come mai, a distanza di anni dall’esclusione dalla serie A e dalla conseguente scomparsa dal professionismo della Sutor nel 2014, un gruppo di 9 visionari abbiano voluto rimettersi in gioco.

Grazie alla dedizione di un progetto aperto a tutti (il comitato “Coming Back Sutor”) e basato sulla passione di molti inguaribili romantici che si sono uniti in una nuova società, la denominazione storica è stata ripresa ed il processo di “rinascita” ha raggiunto il suo primo grande obiettivo: riportare il nome che amiamo nei palcoscenici nazionali che merita.

La passione attorno ai gialloblù è ai livelli storici e la serie B è stata raggiunta, ma il percorso è ancora lungo e tortuoso, ed ora abbiamo bisogno del tuo aiuto per poter riprendere un discorso lasciato a metà da ormai troppi anni.

Fonte: immagini online da fonti non individuabili e/o rielaborazione dei racconti e delle immagini tratte dal libro: “Dai Tigli al forum. Un volo che non finisce mai”.

LA STORIA DELLA SUTOR

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La prima volta che una palla di cuoio rimbalzò dentro un cesto di vimini a Montegranaro fu nel 1934, quando il marchese Luciani per poter dare ai giovani del suo paese la possibilità di praticare questo nuovo sport americano, fece spianare a sue spese un campo dietro la chiesa di San Serafino: lo riempì di terra rossa, ci mese ai lembi due colonne di ferro al cui capo vi erano due canestri di lamiera, montò due tabelloni di tavole di legno e lo recintò. Era appena nato il Campo dei Tigli.

L’attività svolta all’inizio fu sopratutto amatoriale ma abbracciava già tutte le classi sociali della città – emblema di questo è la squadra femminile nata nel ‘38 – fino a quando nel 1947 Leonello Manzetti, Mario Filomeni e Lelio Di Rosa decisero di creare la Società Sportiva “Enzo Bassi” e di iscriverla nel campionato di eccellenza.

Le difficoltà di mantenere la squadra in quel periodo storico erano molteplici a causa delle limitate risorse economiche a disposizione, e dopo poco, grazie all’idea di don Gaetano Campanelli, venne fondata nel 1955 una nuova società: la “S.S. Sutor”, dal latino “ciabattino”, simbolo dell’attività che da sempre ha caratterizzato il nostro piccolo paese.

Da quel momento, da quella geniale intuizione del marchese Luciani prima e dalla determinazione dei tre amici/soci fondatori poi (arrivati addirittura a piantonare di notte il Campo dei Tigli per evitare che venisse trasformato in terreno edificabile, come ipotizzato a suo tempo), scoppiò come una scintilla nella tranquilla e laboriosa Montegranaro, e la passione che si generò fu praticamente inarrestabile.

La neo-nata Sutor disputò in quegli anni i campionati locali di prima divisione e promozione fino ad arrivare a disputare per la prima volta nella sua storia il campionato di serie B nella stagione 1961/62, in un girone di ferro composto fra i tanti dalla Fortitudo Bologna e dalla Libertas Pesaro. Sfiorata poi la serie B interregionale (ovvero la A2 di oggi) nel ‘65, l’anno seguente iniziarono quelli che molti definirono “gli anni dell’ombra”, caratterizzati da diversi campionati di serie C e serie D.

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Nel mezzo però, l’inaugurazione della Bombonera circa 10 anni più tardi ed il cambio al vertice con la guida del nuovo presidente Marcello Pizzuti, padre della nostra attuale presidentessa Molly.
Le cose iniziarono a cambiare con l’arrivo degli anni ‘80, gli anni della Bombonera stracolma (un catino senza eguali per tifo e passione) e del neo presidente Enrico Magi che valutava così la squadra in una famosa intervista dell’epoca: “Cosa le devo dire! ‘Gna vegne!”.

Gli anni bui vennero spezzati con 3 promozioni consecutive ma con il sogno serie A2 arenatosi ancora una volta in finale, questa volta contro Desio sul neutro del Paladozza di Bologna.
Il momento favorevole durò per quasi 10, ovvero fino a quando i calzaturieri non retrocedettero in C1 al termine di una stagione partita fin da subito con il piede sbagliato.

Spinti dal solito grande calore attorno alla squadra, la Sutor negli anni a seguire disputò sempre stagioni di vertice che la riportarono in serie B2 dopo appena un anno ed in serie B1 poi sul finire di millennio; memorabili in quel periodo le sfide con Cento, i derby contro Porto Sant’Elpidio (con l’indimenticabile muro di polistirolo degli oltre 1.600 della Bombonera) e la finale contro Trapani.

Come tutte le storie che si rispettino ad un certo punto però accade sempre qualcosa che stravolge le carte in tavola e che dà il via ad un nuovo percorso: un trickster di eventi che sarà poi destinato a segnare un’epoca piena di successi e di soddisfazioni per un popolo intero abituato da sempre a sognare ben aldilà delle proprie possibilità.

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Siamo a settembre del 2000 quando viene presentato il nuovo sponsor della squadra: inizia l’era della Sutor Premiata Montegranaro!

Il roster creato è di altissimo livello ed in appena un anno la compagine di coach Bocchino conquista la LegaDue ai danni di Cefalù.
Purtroppo però l’immensa gioia dei veregrensi dura veramente poco e si consuma in un paio di cifre: 12 stranieri ingaggiati a fronte di altrettanti tagli e penultimo posto in classifica al termine della stagione.

La retrocessione in B1 non placa l’incessante tifo della Bombonera, ma la Sutor parte male e la stanchezza di un campionato vissuto sempre in corsia di sorpasso costa l’eliminazione in semifinale contro Trapani.

Per rifarsi dalla cocente delusione, il presidente Basso allestisce una squadra di primissimo livello grazie agli arrivi fra i tanti di Oscar Chiaramello, Massimo Ruggeri, Alejandro Muro, Giuliano Maresca e l’innesto a metà campionato di coach Stefano Pillastrini.

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La Sutor ingrana subito la quarta espugnando il PalaMaggiò di Caserta ed inanellando un paio di importanti strisce di vittorie consecutive; ai playoff poi elimina la Virtus 1934 Bologna, Forlì e gli acerrimi nemici di Rieti in finale, conquistando di nuovo per la seconda volta nella sua storia la serie A2.

Ed è proprio quando pensi di aver esaudito il tuo sogno, quando pensi di aver raggiunto il massimo per una cittadina di 13.000 anime, che accade l’impossibile.
Come in quei film che ti tengono attaccati alla poltrona, nel momento di massimo climax arriva il colpo di scena che lascia tutti senza fiato: da neo-promossa la Premiata disputa un anno pazzesco, chiude al terzo posto in classifica e conclude il proprio cammino playoff soltanto in finale contro la corazzata Virtus Bologna… ma Il vero “miracolo” accadrà a distanza di 12 mesi.

Con una squadra stellare (Childress, Vitali, Maresca, Nikagbatse ecc.) ma falcidiata dagli infortuni, la Sutor si presenta l’anno successivo all’appuntamento con la post-season partendo dalla 7° casella e con l’onore di incontrare i Crabs Rimini, una delle pretendenti alla promozione in serie A1. I romagnoli però vengono spazzati via con un netto 1-3 e sul cammino dei veregrensi si presenta la Pepsi Caserta di Sean Colson, Dominic Callori e Matthews Bryan.
Montegranaro sulla carta è spacciata ma coach Pillastrini vince gara 1 e si presenta al PalaSavelli con la serie in parità, prima di tornare definitivamente al PalaMaggiò di Caserta sul perfetto equilibrio di 2 vittorie a testa.

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In una decisiva gara 5 giocata in un clima incredibile, il “professore” con la canotta gialloblu n.5 addosso prende per mano la squadra e la trascina nella finale che porta alla massima serie per la seconda stagione consecutiva, questa volta contro Rieti; neanche i migliori sceneggiatori però potevano prevedere un copione del genere!

La vittoria in gara 1 dei veregrensi mette in sicurezza la squadra che perde gara 2 ma si presenta a Porto San Giorgio per gara 3 e gara 4 con una serie in perfetta parità, però col vantaggio non indifferente di poterle giocare entrambe consecutivamente davanti a 5.000 rumorosissimi sutorini.

Childress ancora una volta è incontenibile e anche gara 3 è della Premiata: la Sutor è a soli 40 minuti dall’olimpo del basket. In città si respira un clima incredibile e la squadra perfortuna non delude le attese, stra-meritando sul campo la promozione e regalando l’ennesima delusione a Feliciangeli e soci.

04/06/2006, pochi minuti alle 20: la piccola S.S. Sutor, nata quasi per gioco dalla passione di 3 amici e dalla generosità di molti, è per la prima volta nella storia in serie A1.

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Sono passati quasi 14 anni da quell’incredibile pomeriggio di giugno, ma ancora oggi abbiamo i brividi nello scrivere queste parole.

Difficile fare meglio di così verrebbe da pensare, eppure a volte la realtà supera di gran lunga anche la più rosea delle aspettative.

8 anni di permanenza nella massima serie, 4 partecipazioni consecutive alla coppa Italia (di cui una semifinale), 2 playoff scudetto, record europeo condiviso con Capo D’Orlando come città più piccola ad aver disputato un campionato di serie A nel vecchio continente, una qualificazione alla ULEB Cup (attuale EuroCup), diversi giocatori lanciati in Nazionale e generazioni intere di tifosi che si sono appassionati a questo sport grazie alla storia di una piccola squadra che ha saputo tenere testa ad imperi come Siena, Milano, Treviso e Bologna.

Questi sono solamente alcuni dei numeri che ci aiutano a descrivere l’incredibile vortice di emozioni che la Sutor ci ha regalato in questi otto/dieci/cinquanta lunghi ed intensissimi anni.

“Molto più che una semplice squadra” infatti per noi non è solo un bel motto da sfoggiare nelle migliori occasioni, ma è il mantra che ha animato e anima ancora oggi il lavoro quotidiano che tutti noi facciamo per ridare – nel nostro piccolo – quanto di meraviglioso abbiamo ricevuto.

Abbiamo voluto ripercorrere insieme a te i passi più importanti del nostro glorioso nome e della storica società che fu, perché senza di essi sarebbe risultato impossibile all’esterno comprendere come mai, a distanza di anni dall’esclusione dalla serie A e dalla conseguente scomparsa dal professionismo della Sutor nel 2014, un gruppo di 9 visionari abbiano voluto rimettersi in gioco.

Grazie alla dedizione di un progetto aperto a tutti (il comitato “Coming Back Sutor”) e basato sulla passione di molti inguaribili romantici che si sono uniti in una nuova società, la denominazione storica è stata ripresa ed il processo di “rinascita” ha raggiunto il suo primo grande obiettivo: riportare il nome che amiamo nei palcoscenici nazionali che merita.

La passione attorno ai gialloblù è ai livelli storici e la serie B è stata raggiunta, ma il percorso è ancora lungo e tortuoso, ed ora abbiamo bisogno del tuo aiuto per poter riprendere un discorso lasciato a metà da ormai troppi anni.

Fonte: immagini online da fonti non individuabili e/o rielaborazione dei racconti e delle immagini tratte dal libro: “Dai Tigli al forum. Un volo che non finisce mai”.

SEDE AMMINISTRATIVA

Via Giuseppe Di Vittorio, 11
63812 – Montegranaro (FM)

PALASPORT BOMBONERA

Via Martiri D’Ungheria scn
63812 – Montegranaro (FM)

HOSPITALITY

A tutti i nostri tifosi ed agli ospiti di turno consigliamo le seguenti attività dove poter cenare e soggiornare al termine della partita:

  • Ristorante – Hotel “Hotel Horizon”: Strada Provinciale Veregrense, 63812 Montegranaro (FM) INFO
  • Ristorante – Pizzeria “da Patrizia”: Via Trivio, 48, 63812 Montegranaro (FM) INFO
  • Ristorante “Casa de Campo”: Via Guazzetti, 63812 Montegranaro (FM) INFO
  • “Sushita”: Via Antonio Gramsci, 5, 63812 Montegranaro (FM)  INFO
  • “Mastio” Risto Pub: Via Antonio Gramsci, 79, 63812 Montegranaro (FM)  INFO

LA BOMBONERA

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Per scoprire come raggiungere il nostro impianto sportivo clicca qui .

SEDE

Via Giuseppe Di Vittorio, 11
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PALASPORT BOMBONERA

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  • Ristorante – Hotel “Hotel Horizon”: Strada Provinciale Veregrense, 63812 Montegranaro (FM) INFO
  • Ristorante – Pizzeria “da Patrizia”: Via Trivio, 48, 63812 Montegranaro (FM) INFO
  • Ristorante “Casa de Campo”: Via Guazzetti, 63812 Montegranaro (FM) INFO
  • “Sushita”: Via Antonio Gramsci, 5, 63812 Montegranaro (FM)  INFO
  • “Mastio” Risto Pub: Via Antonio Gramsci, 79, 63812 Montegranaro (FM)  INFO

LA BOMBONERA

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